21 aprile 2018
Aggiornato 19:00
Ospedale di Cirič

«Non ci sono ambulanze per sua figlia» e invece c’erano, guai per un medico dell’ospedale di Cirič

Dopo la denuncia del padre di una bambina che ha subito due operazioni, l’Asl To4 ha aperto un’indagine che ha portato alla luce la veritą. Il medico del pronto soccorso sarą deferito e nei suoi confronti saranno presi provvedimenti

Ambulanza (© ANSA)

CIRIE’ - L’ambulanza c’era. Il medico denunciato dal padre della bambina che qualche giorno fa aveva ingerito la pila di un orologio e, dopo una prima visita all’ospedale di Ciriè, è stato invitato a portare lui stesso la figlia al Regina Margherita perché - questo gli era stato detto - non c’erano ambulanze a disposizione. Invece la realtà non era quella, i mezzi erano a disposizione come ha dimostrato un’indagine interna dell’Asl To4.

«Il comportamento del medico del pronto soccorso dell’ospedale di Ciriè, nel caso occorso alla piccola paziente, è stato connotato dall’inosservanza assoluta delle linee guida e procedure di pronto soccorso ed è perlomeno negligente. Di conseguenza, il primario di pronto soccorso dell’Asl To4 lo deferirà alla Commissione di disciplina per l’avvio del procedimento nei suoi confronti, al termine del quale saranno adottati i provvedimenti del caso», ha dichiarato il Direttore Generale dell’ASL To4, dottor Lorenzo Ardissone.

L’indagine interna avviata dalla direzione dell’Asl To4 ha rilevato che la bimba, che era entrata in pronto soccorso accompagnata dal padre alle ore 14.21 di sabato 28 ottobre e immediatamente sottoposta al triage, rispondeva in modo corretto alle domande, le vie aeree erano libere, il respiro normale, non erano presenti segni di cianosi e la saturazione di ossigeno era del 100% e aveva riferito di non avere dolore. Visitata alle ore 14.58, era risultata asintomatica. E’ stata immediatamente inviata in radiologia per la localizzazione del corpo estraneo, la pila appunto che si trovava a livello dell’esofago. E’ stato quindi contattato l’ospedale Regina Margherita e concordato l’invio della bambina che, invece di essere trasportata in ambulanza in modo tale da essere assistita durante il viaggio, è stata fatta accompagnare dal padre stesso con la scusa che non c’erano ambulanze a disposizione.

Arrivata all’infantile di Torino, la piccola ha subito una doppia operazione: la prima per rimuovere l’oggetto esterno e la seconda perché da questo era uscito del liquido che aveva danneggiato alcuni tessuti. Il secondo intervento forse poteva essere evitato se solo ci fosse stata un’ambulanza a disposizione visto che il viaggio in auto verso il Regina Margherita è stato molto travagliato e lungo. Il padre, a quanto si apprende, non conosceva bene la strada e si è dovuto fermare più volte perché la figlia durante il viaggio aveva vomitato.