17 agosto 2017
Aggiornato 05:30
Cronaca

La maestra di Rivarossa accusata di fascismo fa marcia indietro: «Non sono fascista, era solo una ricerca»

Dopo la bufera scoppiata per aver condiviso un post apertamente fascista sul proprio profilo personale, prende la parola Alessandra Pettorruso: «Non sono fascista: la mia era una ricerca sociologica per vedere quali potevano essere le reazioni della gente»

Alessandra Pettorruso, la maestra accusata di apoligia al fascismo (© Diario del Canavese)

CASTELLAMONTE - Dopo la bufera scoppiata per aver condiviso un post apertamente fascista sul proprio profilo personale, prende la parola Alessandra Pettorruso: «Non sono fascista: la mia era una ricerca sociologica per vedere quali potevano essere le reazioni della gente quando si parla di un argomento delicato come il fascismo», ha dichiarato la donna al quotidiano torinese La Stampa, ma questa faccenda a tutta l'aria di non finire qui. 

REAZIONI - Alessandra Pettorruso è stata denunciata alla polizia postale e il suo profilo Facebook è stato immediatamente oscurato. L'insegnante ha in seguito rivendicato la sua libertà di pensiero e di espressione, manifestando profonda gratitudine per coloro che l'hanno sostenuta in queste giornate difficili. A Castellamonte, dove la docente ha insegnato presso l'istituto Amedeo Cognengo, è apparso questa notte uno striscione che recita: «Basta repressione (anti) fascista». La gigantesca scritta affissa in piazza Vittorio è stata rimossa tempestivamente dalla polizia municipale di Ivrea. Il Partito Democratico di Castellamonte invece ha inviato una nota nella quale condanna il comportamento della donna. «Le esternazioni web della maestra paiono al limite del reato di apologia del fascismo una cosa è sicura: Castellamonte, città decorata con la medaglia d’argento alla Resistenza, nelle sue aule scolastiche meritava frequentazioni migliori. Rivolgiamo quindi un appello al mondo della scuola e a tutte le forze democratiche affinché facciano sentire la propria voce».