21 ottobre 2017
Aggiornato 02:30
Comunità La Torre

Comunità La Torre, un punto di riferimento per i disabili e i diritti nel cuore del Canavese

La fondazione, presente sul territorio dagli anni ’80, dopo anni di risultati straordinari guarda al futuro con coraggio e ambizione: «Donare alla Comunità il 5 x 1000 ci consentirà di acquistare un mezzo più attrezzato. Vogliamo dare voce alle persone con disabilità»

Una vista dall'alto della Comunità La Torre, a Rivarolo Canavese (© Comunità La Torre)

RIVAROLO CANAVESE - «Vederli sorridere ed essere felici è la nostra soddisfazione più grande». E’ con queste parole che Giandario Storace, vicepresidente di Anffas (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità intellettiva e/o Relazionale), spiega gli straordinari risultati ottenuti negli anni dalla Comunità La Torre, una struttura moderna completamente immersa nel verde a Rivarolo Canavese e vero punto di riferimento per assicurare il benessere e la tutela dei disabili e degli anziani.

«I disabili non sono ospiti, questa è la loro casa»
La Comunità è stata inaugurata nel 1992 ma il rapporto tra Anfass e il territorio del Canavese è saldo e radicato già a partire dagli anni ’80. Eguaglianza, imparzialità, continuità, diritto di scelta, partecipazione, riservatezza ed efficienza: sono questi i principi fondamentali della Comunità La Torre e portati avanti con orgoglio da dipendenti, volontari e medici che ogni giorno si adoperano per garantire ai disabili e agli anziani una qualità di vita sempre migliore. «L’ente pubblico crede in noi. Vedere le famiglie contente e le persone che accettano di restare in questa struttura è bellissimo: sono gratificazioni enormi» confida Storace. L’ambizione della Comunità La Torre è una vera e propria rivoluzione culturale: «Le comunità sono spesso viste come una struttura che dà sostegno, ma il cambiamento è già in corso: oggi, le persone che ci vivono all’interno sono parte attiva di tutto. Non abbiamo ospiti, questa è casa loro». Per rendere tutto questo possibile, la direzione ha reso possibile la personalizzazione delle stanze: c’è chi si è portato la collezione di macchinine, chi la coperta preferita.

I progetti futuri della Comunità La Torre
Se è vero che la Comunità La Torre, in viale Indipendenza 126, offre una vasta gamma di servizi come la cura, l’assistenza, le attività di carattere riabilitativo, di svago e divertimento, è vero che i disabili, un centinaio quelli presenti in struttura, dispongono di alcuni diritti alienabili, ma spesso poco considerati. Un esempio? Quello di muoversi e di viaggiare. E’ per questo che la volontà è quella di portare chi vive dentro la comunità fuori della comunità: nelle scuole, nelle associazioni, in giro per tutto il Canavese. Per renderlo possibile, al di là degli «Open Day» organizzati in struttura, è necessario uscire e girare per tutto il territorio.

Come sostenere i disabili della Comunità La Torre
Nonostante gli ottimi risultati ottenuti, l’obiettivo è quello di espandere e consolidare il legame con il territorio. «Vogliamo portare la nostra voce nelle scuole e in giro per il Canavese»: per farlo, ovviamente, servono mezzi idonei. Ecco perché sono i disabili stessi, tramite una locandina scritta da loro, a chiedere ai cittadini un aiuto concreto: donare il 5 x 1000 alla Fondazione Comunità La Torre Anffas Onlus. Il ricavato contribuirà all’acquisto di un mezzo attrezzato al trasporto delle persone in carrozzina, sempre più adeguato alle loro esigenze. Con un pullmino nuovo, le persone affette da disabilità potranno muoversi più agevolmente per comunicare e parlare in prima persona con i residenti: «Migliorare gli ausili e i sostegni, significa migliorare la qualità di vita delle persone e la società stessa. Grazie, perché con il vostro aiuto la nostra voce conterà sempre di più».