23 ottobre 2017
Aggiornato 19:00
Esposto e controlli della municipale

Guerra ai videopoker a Caluso, mamme in rivolta: «Dove sono i soldi dei nostri figli?»

Dopo un esposto presentato da un gruppo di mamme sono partiti i controlli della polizia municipale. In futuro potrebbe essere ridotto il numero di ore di accensione delle macchinette ludiche.

Guerra ai videopoker a Caluso (© Immagine d'archivio)

CALUSO - Guerra al gioco d’azzardo. A dichiararla è stato un gruppo di mamme che ha presentato un esposto per una situazione che ha destato loro sospetto e che, a oggi, ha molti punti interrogativi. I figli tornano a casa da scuola senza soldi e senza una motivazione di come questi sono stati spesi: la paura è che i giovani se li giochino alle macchinette videopoker che ci sono all’interno del centro commerciale Planetarium. Prove non ce ne sono, ma la polizia municipale avrebbe già avviato i controlli per accertare o meno quella che sarebbe una violazione della legge visto che i minorenni non possono utilizzare le macchinette ludiche presenti nei locali.

La battaglia iniziata a Caluso
Prima che in tantissimi altri comuni del Piemonte, quando il sindaco era Marco Suriani, a Caluso di erano messi alcuni paletti per limitare il gioco d’azzardo. Intanto erano state vietate apertura di sale da gioco a meno di 500 metri da scuole, ospedali, poste e banche. Poi, in secondo luogo, si era messo l’ordine per il gestore di segnalare con uno o più cartelli la pericolosità del gioco d’azzardo. Adesso a Caluso il sindaco è Mariuccia Cena che nelle ultime ore, in seguito all’esposto delle mamme, ha comunicato che il Consiglio comunale ha aderito al regolamento contro il gioco d’azzardo messo in atto dal Comune di Chivasso. Questo dovrebbe comportare una riduzione nell’arco della giornata dell’accensione delle macchinette videopoker.